Come aprire una Startup: le regole da seguire

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Sapere come aprire una startup è utile a tutti gli aspiranti imprenditori e liberi professionisti interessati all’innovazione tecnologica. Dunque, intenzionati a produrre prodotti o erogare servizi altamente innovativi e utili a sviluppare nuove economie o incentivare in modo strategico il mercato già esistente di un determinato settore o di più settori.

Aprire una startup significa creare un’impresa focalizzata su tre principali caratteristiche: innovative soluzioni tecnologiche, qualità esclusiva delle materie prime e competenze molto specifiche e stratificate del personale coinvolto nell’impresa.

I vantaggi di aprire una startup

Attorno a tutto questo è opportuno pianificare e mettere in pratica strategie di marketing potenzialmente rivoluzionarie, come previsto dal decreto legge 18 ottobre 2012 n.179, il quale permette ad alcune imprese “innovative”, di procacciare fondi anche tramite internet, con le piattaforme di crowdfunding, dove tutti gli interessati possono finanziare il progetto imprenditoriale.

Il decreto legge 18 ottobre 2012 n.179 prevede inoltre che tutte le Startup possono essere agevolate nella parte contrattualistica: un’impresa innovativa può offrire ai suoi dipendenti dei contratti a tempo determinato e può affrontare le tasse, in modo agevolato, così come le agevolazioni fiscali sono previste anche nell’avvio e nello sviluppo della Startup.

Cos’è una startup in dettaglio

Vediamo di capire precisamente in cosa consiste una Startup. E’ una società di capitali, come S.r.l, S.r.l.s, S.p.a e S.a.p.A, di piccole, medie o grandi dimensioni, le quali possono essere create anche in forma di cooperativa. In una startup vengono assunti dei professionisti in possesso del titolo di laurea, impegnati a lavorare, come detto prima, nella produzione di prodotti e servizi innovativi soprattutto dal punto di vista tecnologico.

Le Startup non devono essere quotate su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione.

Requisiti per aprire una startup

Per aprire una Startup innovativa è necessario possedere i cosiddetti “requisiti cumulativi”:

  • L’attività di impresa deve essere creata ex novo o non deve esistere da più di 5 anni;
  • La residenza dell’impresa deve essere in Italia oppure in Unione Europea o in Stati aderenti allo Stato Economico Europeo, che comprende Norvegia, Islanda e Liechtenstein, ma in questo caso la sede produttiva o una filiale deve essere presente anche in Italia;
  • Il valore di produzione dell’impresa non deve superare i 5 milioni di euro a partire dal secondo anno di attività.
  • L’impresa non deve essere impegnata nella distribuzione di utili;
  • L’oggetto sociale dell’impresa deve essere: sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

L’impresa non deve essere il risultato di una trasformazione, o fusione, o scissione, o cessione di un’azienda o di un ramo di azienda.



Una Startup deve obbligatoriamente possedere almeno uno dei cosiddetti “requisiti alternativi”:

  • La cifra destinata ad attività di ricerca e sviluppo deve raggiungere almeno il 15% del maggiore tra costo e valore totale della produzione;
  • 1/3 del personale dell’impresa deve avere il titolo di dottorato di ricerca o deve svolgere contemporaneamente il dottorato presso un istituto universitario italiano o straniero, o da almeno tre anni deve aver svolto attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati nazionali o stranieri;
  • 2/3 del personale dell’impresa deve possedere una laurea magistrale;
  • L’impresa deve essere in possesso di brevetti e/o diritti relativi a un’invenzione inerente a diversi settori come la biotecnologica, l’ecosistema vegetale, i semiconduttori, o relativi ad una tipografia di prodotto, nonché può/deve possedere i diritti di un programma per elaboratore originario che sia registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.

Vantaggi economici di aprire una startup innovativa in Italia

Passiamo adesso agli esoneri di cui una Startup è beneficiaria. Quando un’impresa innovativa si iscrive al Registro delle imprese, non deve pagare alcuna imposta di bollo né i diritti di segreteria, così come il diritto annuale per la Camera di Commercio.

La Legge di Bilancio 2017 prevede che fino al 31 dicembre 2025 i soggetti Irpef sono beneficiari di una detrazione del 30% dall’imposta e i soggetti Ires di una deduzione del 30% dalla base imponibile, la somma massima su cui poter usufruire di agevolazioni per ciascun periodo d’imposta è di 1.000.000 di Euro.

Un altro esonero molto importante riguarda l’attuale non obbligatorietà di coinvolgere un notaio per aprire una Startup come una società Srl semplificata, infatti oggi essa si può aprire anche con circa 500,00 Euro: il notaio si può sostituire con la redazione di un atto costitutivo e di uno statuto usando appositi software on line o compilando i moduli del sito web di Infocamere.

Tipologie di finanziamento per avviare una startup

Per aprire una Startup si possono richiedere diverse tipologie di finanziamento:

  • Finanziamento in equity
    Investitori quali Venture Capitalist e  Business Angel, così come il Crowdfunding, chiedono alcune quote della società, in cambio di un finanziamento pretendono alcune quote della società; i primi gestiscono il capitale proprio e di altri imprenditori, i secondi offrono competenze manageriali ed investono soprattutto in syndacation, mentre il Crowdfunding avviene on line tramite apposite piattaforme e si snoda in Donation (donazione), Reward (pre-vendita) ed Equity (richiesta di quote societarie in cambio di un finanziamento).
  • Finanziamento a debito
    Le banche italiane possono finanziare un’impresa innovativa basandosi su fondi statali come il Fondo di Garanzia del Ministero dello Sviluppo Economico.
  • Finanziamento pubblico
    Sono bandi pubblici tramite cui si può usufruire di cifre fondo perduto.
  • Self-funding
    Sono gli autofinanziamenti.
  • Bootstrapping
    E’ una forma di finanziamento basata sui capitali dei clienti paganti.
  • Incubatori e acceleratori di impresa
    Sono finanziamenti non paganti, a parte in alcuni casi con piccole somme, che in cambio di quote dell’impresa, offrono ad essa servizi come assistenza amministrativa, mentoring, formazione, networking e location.

Business Plan e Pitch

Per aprire una Startup è necessario presentare ai potenziali investitori, un buon Business Plan che includa tutte le informazioni necessarie a spiegare le caratteristiche, le funzioni e gli obiettivi propri di una impresa innovativa.

Il Business Plan è un argomento molto vasto che meriterebbe una trattazione a parte, dunque qui evidenziamo soltanto l’importanza del cosiddetto Pitch. Ovvero una presentazione della Startup e le sue relazioni con il proprio settore di riferimento, nonché con l’open innovation, ovvero l’aspetto innovativo dell’impresa che deve necessariamente possedere.

Se il Business Plan deve essere complessivamente di circa 30/50 cartelle, il Pitch deve arrivare a circa 15 cartelle o diapositive, spazio in cui si deve spiegare ai finanziatori chi sono i professionisti coinvolti nel progetto imprenditoriale, quali sono i dati finanziari su cui si basa il progetto, e quali sono le modalità di utilizzo del capitale.

Per avere un orientamento su come compilare un Business Plan e dunque un Pitch è molto utile utilizzare il Business Model Canvas, ovvero un modello virtuale scaricabile on line che offre all’utente uno schema relativo alle caratteristiche del proprio progetto imprenditoriale e del suo valore economico.

Il Business Model Canvas offre dunque la compilazione della cosiddetta Value Proposition, ovvero una proposta di valore quale la differenziazione professionale e culturale dell’impresa innovativa rispetto alla concorrenza.

Decreto rilancio e novità per le Startup innovative

Nel Decreto Rilancio 2020 sono state sbloccate un totale di 310 milioni di euro di risorse così distribuite:

  • 100 milioni di euro al programma per finanziare per le startup innovative nel 2020;
  • 10 milioni di euro per acquisire servizi da incubatori, acceleratori ecc…;
  • 200 milioni di euro per il 2020 per il Fondo di sostegno al venture capital

Altre novità inserite nel Decreto riguardando l’innalzamento delle detrazioni dal 30% al 50% per investimenti nel capitale sociale della startup.
Inoltre le startup innovative, ma anche le pmi innovative, vengono equiparate alle Università e agli Istituti di Ricerca per quanto riguarda le spese ammissibili.

Inoltre per sostenere le startup e il loro ecosistema, è stata prolungata la permanenza nel registro delle imprese delle startup per ulteriori 12 mesi.


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